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E' con grande piacere che apprendiamo la notizia della
nomina a Vescovo del nostro concittadino
Padre
Giovanni Migliorati
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21.03.2009
- Anno XIX - Num. 55
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ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL
VATICANO, 21 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre:
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Ha nominato il Padre Giovanni Migliorati, M.C.C.I., Vicario
Apostolico di Awassa (superficie: 75.000; popolazione:
6.067.000; cattolici: 173.000; sacerdoti: 47; religiosi:
69), Etiopia. Il Vescovo eletto, è nato a Pavone Mella
(Italia), nel
1942, ha
emesso i voti perpetui nel 1968 ed è stato ordinato
sacerdote nel 1969. E' stato finora Rettore del Seminario
Maggiore e Segretario Generale del medesimo Vicariato.
Succede al Vescovo Lorenzo Ceresoli, M.C.C.I., del quale il
Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale
del medesimo Vicariato Apostolico, presentata per raggiunti
limiti d'età.
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la lettera del Sindaco
"E' con estrema gioia ed orgoglio che esprimo, a nome della popolazione di
Bassano Bresciano, le più vive congratulazioni a Padre Giovanni Migliorati
per la nomina ricevuta dal Santo Padre, a Vicario Apostolico di Awassa in
Etiopia; sono certo che Padre Giovanni saprà, nel suo nuovo ruolo, rendere
ancora più efficace la missione che decise di intraprendere 40 anni orsono."
IL SINDACO. Luca Stassaldi
Bassano Bresciano addì 21 marzo 2009
INDIRIZZO DI SALUTO A PADRE GIOVANNI
DURANTE LA CELEBRAZIONE DEL SUO 40° ANNIVERSARIO DI CONSACRAZIONE
DA PARTE DEL
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Caro padre Giovanni,
permettici innanzitutto di rivolgerci a Te
con un riverente e fraterno TU !
La solennità di questa celebrazione Pasquale
coincide straordinariamente con la ricorrenza del Tuo 40° di sacerdozio,
il “tu es sacerdos” è sublimato dalla lieta notizia della Tua
designazione a Vescovo della comunità di Awassa in Etiopia. La comunità
parrocchiale bassanese ha gioiosamente accolto la notizia che
prontamente il parroco don Angelo ha diffuso in occasione delle sante
Messe ed attraverso il notiziario parrocchiale.
A nome del Consiglio Pastorale e della
comunità parrocchiale desideriamo innanzitutto ringraziare il Signore
per questi segni di benedizione , spesso quando invochiamo la divina
provvidenza, affinché “mandi nuovi operai alla sua messe”, immaginiamo
un qualcosa che andrà a toccare le tante comunità sparse per il mondo
per poi scoprire meravigliosamente che il Padre Buono, di doni, ne
riserva anche per noi.
E mentre rinnoviamo il comune sentimento di
gratitudine per tutti questi anni spesi al servizio dei fratelli più
poveri, desideriamo esprimerTi il nostro GRAZIE per quanto hai fatto ,
per quanto stai facendo e per quanto farai ancora portando l’annuncio
evangelico alle genti dell’ Africa, seguendo l’indicazione di Cristo
sull’esempio degli Apostoli. La Chiesa e la comunità Bassanese non può
che andar fiera ed orgogliosa di questo suo figlio al quale non farà
certamente mancare l’aiuto necessario con la preghiera e con le opere.
Prima di congedarci da questa gioiosa
cerimonia desideriamo offrirti un segno che, come Consiglio Pastorale ed
in rappresentanza della comunità parrocchiale, abbiamo pensato di
dedicarti. Si tratta di una croce vescovile, il segno di Cristo ed
espressione della nostra fede, nel segno della croce si evocano i due
misteri principali della fede esprimendo con le parole l’unità e trinità
di Dio mentre con la figura della croce ricordiamo l’incarnazione, la
passione, la morte e la risurrezione del Signore Gesù Cristo.
L’augurio che ci proponiamo e che Ti
rivolgiamo è che questa croce, che ci accomuna nella fede, accompagni
ovunque il Tuo nuovo ministero apostolico, sarà per noi come stare al
Tuo fianco a sostenerTi nei momenti di difficoltà attingendo a nostra
volta dagli insegnamenti che vorrai trasmetterci con qualche lettera
dall’Etiopia, ma ancor più egoisticamente, se ci permetti, in occasione
dei Tuoi prossimi rientri a Bassano .
Noi ora Ti salutiamo, ma ancor più ti
aspettiamo sempre caro padre Giovanni !
Bassano Bresciano, 12 aprile 2009
alcune immagini che ricordano l'ordinazione fatta
da S.E Mons L.Morstabilini il 12 aprile 1969
e
la celebrazione della prima messa avvenuta domenica 13 aprile 1969



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BIOGRAFIA DEL VESCOVO NOMINATO GIOVANNI
MIGLIORATI
1. Profilo biografico
Giovanni Migliorati è nato a Pavone del Mella (BS) il 24
agosto 1942, figlio di Santo e di Teresa Smussi. Frequentò
la scuola elementare del paese. Nell'ottobre del 1953 entrò
nel seminario dei Missionari Comboniani. L'anno dopo (11
novembre 1954) la famiglia si trasferì a Bassano Bresciano,
dove tuttora risiede. Giovanni seguì l'educazione scolastica
presso i Missionari fino alla fine del Liceo Classico in
diverse città (Corno, Crema, Lucca). Dopo il liceo, entrò
nel Noviziato dei Comboniani che fece in Inghilterra (sett.
1963 -
setto 1965). I
quattro anni di teologia furono fatti a Crema e a Venegono
Superiore (V A). Fu ordinato sacerdote il 12 Aprile 1969 a
Bassano Bresciano da Mons. Luigi Morstabilini e in novembre
dello stesso anno fu destinato a lavorare in Etiopia. Vi
lavorò per 24 anni consecutivi in diversi campi. Studiò
prima la lingua nazionale (l'amarico) per un anno, e poi
spese gli altri anni nel Sud d'Etiopia soprattutto in mezzo
al gruppo etnico dei Sidama ( già Sidamo), imparandone la
lingua. Fu direttore di scuola (elementare e media), aprì la
prima missione e scuola elementare in mezzo alla tribù dei
Ghedeo (1973). Fu responsabile della formazione dei
Catechisti (1975-1979 e incaricato dei giovani della vasta
diocesi di Awassa, Padre Maestro dei novizi Comboniani
(1979-1984), parroco della cattedrale (1986-1993),
rettore del seminario minore diocesano (1989-1993), vicario
delegato della diocesi o propriamente detto Vicariato
Apostolico di Awassa (1986-1993). Nell'ottobre del 1993
lasciò l'Etiopia per un anno sabbatico in Italia e
Inghilterra. Il 28 settembre 1994 fu inviato a lavorare in
Polonia. Con sede a Varsavia rimase incaricato della
formazione degli studenti Comboniani di filosofia fino al
giugno del 2001. Durante questo periodo riuscì anche a
conseguire la Licenza in Teologia Pastorale, con
specializzazione in Liturgia. Nel novembre 2001 ripartì per
l'Etiopia in qualità di Rettore del Seminario Diocesano
Maggiore della diocesi di Awassa, ma con sede in Addis
Abeba. Ivi vi ha lavorato fino a dicembre 2007 insegnando
anche all'Istituto Filosofico e Teologico diretto dai Padri
Cappuccini, ma affiliato all'Università Urbaniana di Roma.
Nel gennaio del 2003 le Suore di Madre Teresa di Calcutta,
accanto al seminario, aprirono un orfanotrofio per bambini
sieropositivi, di cui P. Giovanni divenne cappellano e
direttore spirituale. Ora sono 430 i bambini ivi ospitati.
Il 13 dicembre 2007 P. Giovanni lasciava il seminario
diocesano per scendere ad Awassa come segretario diocesano e
amministratore finanziario. Ha preso in mano questa
responsabilità con l'intento di servire la Chiesa di Awassa,
soprattutto come agente di promozione umana nel campo
educativo, sanitario, e di formazione dei responsabili.
2. Ambiente
La diocesi di Awassa nel Sud d'Etiopia (propriamente
conosciuta con il titolo di Vicariato Apostolico) ha un
territorio di 118.000 km2 con una popolazione di 7,500.000
ca. ed è prevalentemente abitato dalle popolazioni Sidama,
Ghedeo, Guji, Borana, Amaro, e Bmji Il 85% della popolazione
vive in zona rurale dedita all'agricoltura e pastorizia. C'è
anche una parte del territorio dominato dalle foreste, ma
però in diminuzione. Non ci sono grandi città, eccetto
Awassa con 180.000 abitanti che è in continua espansione.
Molta gente sopratutto tra i giovani tende ad immigrare,
oltre che ad Awassa, verso le cittadine di Irgalem, Aletta
Wondo, Dilla, Yirgachaffe, Ageremariam, Yabello, Agereselam,
Kebremenghist, Shakkisso (dove c'è una miniera d'oro), e
Negelle Borana. Il fenomeno dell'urbanizzazione diventa
sempre più preoccupante. Più della metà della popolazione
non ha accesso alla scuola e
da questo si può immaginare come fosse peggiore la
situazione 40 anni fa' quando P. Giovanni venne come giovane
missionario. L'assistenza sanitaria è ancora poverissima. I
Missionari Comboniani iniziarono il lavoro di sviluppo,
educazione e assistenza sanitaria nel 1964. In tutti questi
anni la Chiesa cattòlica è riuscita ad aprire diversi centri
sanitari e cliniche, che funzionano quasi come mini
ospedali. La promozione della donna e l'assistenza ai
bambini sono state due altre attività prioritarie nel
lavoro. I missionari però non sono venuti qui con il solo
fine di fare cristiani, anche se non desistiamo dal
predicare il Vangelo che è sorgente di civiltà, di
fratellanza, di dignità umana e di vero sviluppo. Con il
loro coinvolgimento nell'opera di alfabetizzazione, di
educazione scolastica fino alle soglie dell'università, di
formazione dei "leaders" a tutti i livelli, di sviluppo
sociale (pozzi, centri di promozione della donna, creazione
di posti di lavoro) e di assistenza ai poveri e senza tetto
testimoniano con le opere quel amore verso gli altri del
quale Cristo ne ha fatto il fondamento della Sua Chiesa.
3. L'attività specifica di P. Giovanni.
Come si può vedere dal suo profilo biografico, P. Giovanni
ha avuto un ruolo tutto particolare: la formazione dei
giovani e dei responsabili a diversi livelli, soprattutto
attraverso la scuola e in qualità di direttore e animatore
dei vari gruppi (giovani, catechisti, futuri missionari e
sacerdoti diocesani, e guide delle comunità rurali e
cristiane). Gli alunni che sono diventati maestri,
amministratori comunali, sindaci, ambasciatori, infermieri,
agenti di promozione sociale, impiegati nell'industria, nei
quadri direttivi dell'agricoltura e dell'assistenza
sanitaria testimoniano la validità del suo lavoro, spesso
nascosto e non apprezzato. Quando era direttore del Centro
di formazione dei Catechisti e agenti pastorali (1975-1979),
il programma prevedeva lezioni di agricoltura, di igiene, di
assistenza sanitaria, e di amministrazione civile. In tutta
la sua attività ha sempre considerato la promozione umana
come parte integrale dell'annuncio evangelico. Quando ha
appoggiato, e tante volte redatto personalmente, progetti di
sviluppo sociale, sanitario, ed educativo, per ottenerne i
dovuti finanziamenti, ha sempre creduto di essere
missionario. In linea anche con il mandato che il suo
fondatore, San Daniele Comboni, ha lasciato, ha cercato di
incarnarsi nell'ambiente in cui ha lavorato imparandone le
lingue (ne conosce cinque), cercando di amare la gente, e
insegnando loro a volersi bene e ad essere in pace con
tutti. Molte volte è stato coinvolto nell'opera di
riconciliazione tra diversi gruppi etnici, soprattutto
quando era parroco della cattedrale e vicario generale della
diocesi. In tutti ha cercato di vedere delle persone che
erano degne di attenzione e di rispetto, senza indulgere
però quando necessario verso quegli aspetti lacunosi del
vivere umano presenti in ogni società. Ha studiato la
cultura di queste popolazioni e ha anche scritto qualcosa su
di loro, evidenziandone i valori umani, religiosi, e
sociali. Il missionario non dà solamente, ma anche riceve.
Lui si considera debitore verso l'Etiopia per essere stato
sfidato a cambiare in meglio, ad adattarsi alla situazione
di coloro che istruiva, dirigeva, e spronava verso il
miglioramento sociale, intellettuale, morale ed anche
economico.
I due campi in cui P. Giovanni ha lavorato dopo l'esperienza
"polacca" sono stati quelli della formazione dei sacerdoti
diocesani (2001-2007) e della promozione umana (dic. 2007
fino ad oggi). Nessuno può negare l'importanza di formare i
futuri sacerdoti diocesani, destinati un giorno a sostituire
i missionari. La Chiesa con le opere da questa dirette avrà
un futuro e si radicherà sempre di più nella realtà del
paese attraverso un personale locale ben formato. Ci
vorranno anni, ma non c'è da desistere: i frutti verranno.
La fiducia nell'Africano è fondamentale, anche se non
mancheranno delusioni e fallimenti. Un giorno ci sarà una
chiesa autoctona, capace di competere, se si può usare
questa parola, con qualunque altra realtà ecclesiale.
Salvare l'Africa con l'Africa fu al centro dell'opera di
civilizzazione ed evangelizzazione iniziata dal fondatore
San Daniele Comboni. P. Giovanni ha trovato tanto
conforto nell'assistenza che ha dato ai bambini
sieropositivi (HIV). In un'intervista del 2005, rilasciata
ad alcuni turisti che visitavano il seminario diocesano e
l'orfanotrofio dei bambini, P. Giovanni affermava:
"L'assistenza materiale e sanitaria come pure l'educazione
intellettuale, viene portata avanti dalle Suore di Madre
Teresa. La mia presenza però infonde speranza, sia alle
Suore come pure ai bambini, così bisognosi di affetto e di
attenzione. Essendo orfani abbiamo l'obbligo di istruirli
nella fede cristiana, ma anche educarli a vivere degnamente
e attivamente nella società. Non sappiamo fino a quando
vivranno, ma la medicina sta facendo passi enormi e non
possiamo semplicemente commiserarli, ma operare perchè
ricevano tutto quanto un normale bambino s'attende dalla sua
famiglia, dalla società e dalla Chiesa. La gioia e la
serenità che sprizza dagli occhi di questi bambini potrebbe
essere già una ricompensa sufficiente per quanto mi prodigo
di fare per loro."
P. Giovanni scriveva ai Bassanesi in occasione del Natale
2008: "Come segretario diocesano e amministratore
finanziario devo occuparmi sia della promozione umana come
anche della pastorale, di tutte quelle attività cioè che
servono per lo sviluppo completo dell'uomo: corpo, mente e
spirito. Fermarsi ad uno solo vuol dire servire l'altro per
metà."
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