Curriculum vitae del P. Giovanni Migliorati, Missionario
Comboniano in Etiopia.
1. Profilo biografico
Giovanni Migliorati è nato a Pavone del Mella (BS) il 24
agosto 1942, figlio di Santo e di Teresa Smussi. Frequentò
la scuola elementare del paese. Nell'ottobre del 1953 entrò
nel seminario dei Missionari Comboniani. L'anno dopo (11
novembre 1954) la famiglia si trasferì a Bassano Bresciano,
dove tuttora risiede. Giovanni seguì l'educazione scolastica
presso i Missionari fino alla fine del Liceo Classico in
diverse città (Como, Crema, Lucca). Dopo il liceo, entrò nel
Noviziato dei Comboniani che fece in Inghilterra (sett. 1963
- sett. 1965). I quattro anni di teologia furono fatti a
Crema e a Venegono Superiore (VA). Fu ordinato sacerdote il
12 Aprile 1969 a Bassano Bresciano da Mons. Luigi
Morstabilini e in novembre dello stesso anno fu destinato a
lavorare in Etiopia. Vi lavorò per 24 anni consecutivi in
diversi campi. Studiò prima la lingua nazionale (l'amarico)
per un anno, e poi spese gli altri anni nel Sud d'Etiopia
soprattutto in mezzo al gruppo etnico dei Sidama ( già
Sidamo), imparandone la lingua. Fu direttore di scuola
(elementare e media), aprì la prima missione e scuola
elementare in mezzo alla tribù dei Ghedeo (1973). Fu
responsabile della formazione dei Catechisti (1975-1979 e
incaricato dei giovani della vasta diocesi di Awassa, Padre
Maestro dei novizi Comboniani (1979-1984), parroco della
cattedrale (1986-1993), rettore del seminario minore
diocesano (1989-1993), vicario delegato della diocesi o
propriamente detto Vicariato Apostolico di Awassa
(1986-1993). Nell'ottobre del 1993 lasciò l’Etiopia per un
anno sabbatico in Italia e Inghilterra. Il 28 settembre 1994
fu inviato a lavorare in Polonia. Con sede a Varsavia rimase
incaricato della formazione degli studenti Comboniani di
filosofia fino al giugno del 2001. Durante questo periodo
riuscì anche a conseguire la Licenza in Teologia Pastorale,
con specializzazione in Liturgia. Nel novembre 2001 ripartì
per l'Etiopia in qualità di Rettore del Seminario Diocesano
Maggiore della diocesi di Awassa, ma con sede in Addis
Abeba. Ivi vi ha lavorato fino a dicembre 2007 insegnando
anche all'Istituto Filosofico e Teologico diretto dai Padri
Cappuccini, ma affiliato all'Università Urbaniana di Roma.
Nel gennaio del 2003 le Suore di Madre Teresa di Calcutta,
accanto al seminario, aprirono un orfanotrofio per bambini
sieropositivi, di cui P. Giovanni divenne cappellano e
direttore spirituale. Ora sono 430 i bambini ivi ospitati.
Il 13 dicembre 2007 P. Giovanni lasciava il seminario
diocesano per scendere ad Awassa come segretario diocesano e
amministratore finanziario. Ha preso in mano questa
responsabilità con l’intento di servire la Chiesa di Awassa,
soprattutto come agente di promozione umana nel campo
educativo, sanitario, e di formazione dei responsabili.
2. Ambiente
La diocesi di Awassa nel Sud d'Etiopia (propriamente
conosciuta con il titolo di Vicariato Apostolico) ha un
territorio di 118.000 km2 con una popolazione di 7,500.000
ca. ed è prevalentemente abitato dalle popolazioni Sidama,
Ghedeo, Guji, Borana, Amaro, e Burji Il 85% della
popolazione vive in zona rurale dedita all'agricoltura e
pastorizia. C'è anche una parte del territorio dominato
dalle foreste, ma però in diminuzione. Non ci sono grandi
città, eccetto Awassa con 180.000 abitanti che è in continua
espansione. Molta gente sopratutto tra i giovani tende ad
immigrare, oltre che ad Awassa, verso le cittadine di
Irgalem, Aletta Wondo, Dilla, Yirgachaffe, Ageremariam,
Yabello, Agereselam, Kebremenghist, Shakkisso (dove c'è una
miniera d'oro), e Negelle Borana. Il fenomeno
dell'urbanizzazione diventa sempre più preoccupante. Più
della metà della popolazione non ha accesso alla scuola e da
questo si può immaginare come fosse peggiore la situazione
40 anni fa' quando P. Giovanni venne come giovane
missionario. L'assistenza sanitaria è ancora poverissima. I
Missionari Comboniani iniziarono il lavoro di sviluppo,
educazione e assistenza sanitaria nel 1964. In tutti questi
anni la Chiesa cattolica è riuscita ad aprire diversi centri
sanitari e cliniche, che funzionano quasi come mini
ospedali. La promozione della donna e l'assistenza ai
bambini sono state due altre attività prioritarie nel
lavoro. I missionari però non sono venuti qui con il solo
fine di fare cristiani, anche se non desistiamo dal
predicare il Vangelo che è sorgente di civiltà, di
fratellanza, di dignità umana e di vero sviluppo. Con il
loro coinvolgimento nell'opera di alfabetizzazione, di
educazione scolastica fino alle soglie dell'università, di
formazione dei "leaders" a tutti i livelli, di sviluppo
sociale (pozzi, centri di promozione della donna, creazione
di posti di lavoro) e di assistenza ai poveri e senza tetto
testimoniano con le opere quel amore verso gli altri del
quale Cristo ne ha fatto il fondamento della Sua Chiesa.
3. L’attività specifica di P. Giovanni
Come si può vedere dal suo profilo biografico, P. Giovanni
ha avuto un ruolo tutto particolare: la formazione dei
giovani e dei responsabili a diversi livelli, soprattutto
attraverso la scuola e in qualità di direttore e animatore
dei vari gruppi (giovani, catechisti, futuri missionari e
sacerdoti diocesani, e guide delle comunità rurali e
cristiane). Gli alunni che sono diventati maestri,
amministratori comunali, sindaci, ambasciatori, infermieri,
agenti di promozione sociale, impiegati nell'industria, nei
quadri direttivi dell'agricoltura e dell'assistenza
sanitaria testimoniano la validità del suo lavoro, spesso
nascosto e non apprezzato. Quando era direttore del Centro
di formazione dei Catechisti e agenti pastorali (1975-1979),
il programma prevedeva lezioni di agricoltura, di igiene, di
assistenza sanitaria, e di amministrazione civile. In tutta
la sua attività ha sempre considerato la promozione umana
come parte integrale dell'annuncio evangelico. Quando ha
appoggiato, e tante volte redatto personalmente, progetti di
sviluppo sociale, sanitario, ed educativo, per ottenerne i
dovuti finanziamenti, ha sempre creduto di essere
missionario. In linea anche con il mandato che il suo
fondatore, San Daniele Comboni, ha lasciato, ha cercato di
incarnarsi nell'ambiente in cui ha lavorato imparandone le
lingue (ne conosce cinque), cercando di amare la gente, e
insegnando loro a volersi bene e ad essere in pace con
tutti. Molte volte è stato coinvolto nell'opera di
riconciliazione tra diversi gruppi etnici, soprattutto
quando era parroco della cattedrale e vicario generale della
diocesi. In tutti ha cercato di vedere delle persone che
erano degne di attenzione e di rispetto, senza indulgere
però quando necessario verso quegli aspetti lacunosi del
vivere umano presenti in ogni società. Ha studiato la
cultura di queste popolazioni e ha anche scritto qualcosa su
di loro, evidenziandone i valori umani, religiosi, e
sociali. Il missionario non dà solamente, ma anche riceve.
Lui si considera debitore verso l'Etiopia per essere stato
sfidato a cambiare in meglio, ad adattarsi alla situazione
di coloro che istruiva, dirigeva, e spronava verso il
miglioramento sociale, intellettuale, morale ed anche
economico.
I due campi in cui P. Giovanni ha lavorato dopo l’esperienza
“polacca” sono stati quelli della formazione dei sacerdoti
diocesani (2001-2007) e della promozione umana (dic. 2007
fino ad oggi). Nessuno può negare l’importanza di formare i
futuri sacerdoti diocesani, destinati un giorno a sostituire
i missionari. La Chiesa con le opere da questa dirette avrà
un futuro e si radicherà sempre di più nella realtà del
paese attraverso un personale locale ben formato. Ci
vorranno anni, ma non c'è da desistere: i frutti verranno.
La fiducia nell'Africano è fondamentale, anche se non
mancheranno delusioni e fallimenti. Un giorno ci sarà una
chiesa autoctona, capace di competere, se si può usare
questa parola, con qualunque altra realtà ecclesiale.
Salvare l'Africa con l'Africa fu al centro dell'opera di
civilizzazione ed evangelizzazione iniziata dal fondatore
San Daniele Comboni. P. Giovanni ha trovato tanto conforto
nell’assistenza che ha dato ai bambini sieropositivi (HIV).
In un’intervista del 2005, rilasciata ad alcuni turisti che
visitavano il seminario diocesano e l’orfanotrofio dei
bambini, P. Giovanni affermava: “L'assistenza materiale e
sanitaria come pure l'educazione intellettuale, viene
portata avanti dalle Suore di Madre Teresa. La mia presenza
però infonde speranza, sia alle Suore come pure ai bambini,
così bisognosi di affetto e di attenzione. Essendo orfani
abbiamo l'obbligo di istruirli nella fede cristiana, ma
anche educarli a vivere degnamente e attivamente nella
società. Non sappiamo fino a quando vivranno, ma la medicina
sta facendo passi enormi e non possiamo semplicemente
commiserarli, ma operare perchè ricevano tutto quanto un
normale bambino s'attende dalla sua famiglia, dalla società
e dalla Chiesa. La gioia e la serenità che sprizza dagli
occhi di questi bambini potrebbe essere già una ricompensa
sufficiente per quanto mi prodigo di fare per loro.”
P. Giovanni scriveva ai Bassanesi in occasione del Natale
2008: “Come segretario diocesano e amministratore
finanziario devo occuparmi sia della promozione umana come
anche della pastorale, di tutte quelle attività cioè che
servono per lo sviluppo completo dell’uomo: corpo, mente e
spirito. Fermarsi ad uno solo vuol dire servire l’altro per
metà.”
P. Tesfaye Tadesse