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P. Giovanni Migliorati, MCCJ

Nuovo Vicario Apostolico di Awassa

P. Tesfaye Tadesse

Il santo Padre Benedetto XVI ha nominato P. Giovanni Migliorati, MCCJ come Vicario Apostolico di Awassa il 21 di Marzo 2009. Curriculum vitae del Nuovo Vicario.

Roma, 21.03.2009 

 
 
 
Curriculum vitae del P. Giovanni Migliorati, Missionario Comboniano in Etiopia.

1. Profilo biografico

Giovanni Migliorati è nato a Pavone del Mella (BS) il 24 agosto 1942, figlio di Santo e di Teresa Smussi. Frequentò la scuola elementare del paese. Nell'ottobre del 1953 entrò nel seminario dei Missionari Comboniani. L'anno dopo (11 novembre 1954) la famiglia si trasferì a Bassano Bresciano, dove tuttora risiede. Giovanni seguì l'educazione scolastica presso i Missionari fino alla fine del Liceo Classico in diverse città (Como, Crema, Lucca). Dopo il liceo, entrò nel Noviziato dei Comboniani che fece in Inghilterra (sett. 1963 - sett. 1965). I quattro anni di teologia furono fatti a Crema e a Venegono Superiore (VA). Fu ordinato sacerdote il 12 Aprile 1969 a Bassano Bresciano da Mons. Luigi Morstabilini e in novembre dello stesso anno fu destinato a lavorare in Etiopia. Vi lavorò per 24 anni consecutivi in diversi campi. Studiò prima la lingua nazionale (l'amarico) per un anno, e poi spese gli altri anni nel Sud d'Etiopia soprattutto in mezzo al gruppo etnico dei Sidama ( già Sidamo), imparandone la lingua. Fu direttore di scuola (elementare e media), aprì la prima missione e scuola elementare in mezzo alla tribù dei Ghedeo (1973). Fu responsabile della formazione dei Catechisti (1975-1979 e incaricato dei giovani della vasta diocesi di Awassa, Padre Maestro dei novizi Comboniani (1979-1984), parroco della cattedrale (1986-1993), rettore del seminario minore diocesano (1989-1993), vicario delegato della diocesi o propriamente detto Vicariato Apostolico di Awassa (1986-1993). Nell'ottobre del 1993 lasciò l’Etiopia per un anno sabbatico in Italia e Inghilterra. Il 28 settembre 1994 fu inviato a lavorare in Polonia. Con sede a Varsavia rimase incaricato della formazione degli studenti Comboniani di filosofia fino al giugno del 2001. Durante questo periodo riuscì anche a conseguire la Licenza in Teologia Pastorale, con specializzazione in Liturgia. Nel novembre 2001 ripartì per l'Etiopia in qualità di Rettore del Seminario Diocesano Maggiore della diocesi di Awassa, ma con sede in Addis Abeba. Ivi vi ha lavorato fino a dicembre 2007 insegnando anche all'Istituto Filosofico e Teologico diretto dai Padri Cappuccini, ma affiliato all'Università Urbaniana di Roma. Nel gennaio del 2003 le Suore di Madre Teresa di Calcutta, accanto al seminario, aprirono un orfanotrofio per bambini sieropositivi, di cui P. Giovanni divenne cappellano e direttore spirituale. Ora sono 430 i bambini ivi ospitati. Il 13 dicembre 2007 P. Giovanni lasciava il seminario diocesano per scendere ad Awassa come segretario diocesano e amministratore finanziario. Ha preso in mano questa responsabilità con l’intento di servire la Chiesa di Awassa, soprattutto come agente di promozione umana nel campo educativo, sanitario, e di formazione dei responsabili.

2. Ambiente 

La diocesi di Awassa nel Sud d'Etiopia (propriamente conosciuta con il titolo di Vicariato Apostolico) ha un territorio di 118.000 km2 con una popolazione di 7,500.000 ca. ed è prevalentemente abitato dalle popolazioni Sidama, Ghedeo, Guji, Borana, Amaro, e Burji Il 85% della popolazione vive in zona rurale dedita all'agricoltura e pastorizia. C'è anche una parte del territorio dominato dalle foreste, ma però in diminuzione. Non ci sono grandi città, eccetto Awassa con 180.000 abitanti che è in continua espansione. Molta gente sopratutto tra i giovani tende ad immigrare, oltre che ad Awassa, verso le cittadine di Irgalem, Aletta Wondo, Dilla, Yirgachaffe, Ageremariam, Yabello, Agereselam, Kebremenghist, Shakkisso (dove c'è una miniera d'oro), e Negelle Borana. Il fenomeno dell'urbanizzazione diventa sempre più preoccupante. Più della metà della popolazione non ha accesso alla scuola e da questo si può immaginare come fosse peggiore la situazione 40 anni fa' quando P. Giovanni venne come giovane missionario. L'assistenza sanitaria è ancora poverissima. I Missionari Comboniani iniziarono il lavoro di sviluppo, educazione e assistenza sanitaria nel 1964. In tutti questi anni la Chiesa cattolica è riuscita ad aprire diversi centri sanitari e cliniche, che funzionano quasi come mini ospedali. La promozione della donna e l'assistenza ai bambini sono state due altre attività prioritarie nel lavoro. I missionari però non sono venuti qui con il solo fine di fare cristiani, anche se non desistiamo dal predicare il Vangelo che è sorgente di civiltà, di fratellanza, di dignità umana e di vero sviluppo. Con il loro coinvolgimento nell'opera di alfabetizzazione, di educazione scolastica fino alle soglie dell'università, di formazione dei "leaders" a tutti i livelli, di sviluppo sociale (pozzi, centri di promozione della donna, creazione di posti di lavoro) e di assistenza ai poveri e senza tetto testimoniano con le opere quel amore verso gli altri del quale Cristo ne ha fatto il fondamento della Sua Chiesa.

3. L’attività specifica di P. Giovanni

Come si può vedere dal suo profilo biografico, P. Giovanni ha avuto un ruolo tutto particolare: la formazione dei giovani e dei responsabili a diversi livelli, soprattutto attraverso la scuola e in qualità di direttore e animatore dei vari gruppi (giovani, catechisti, futuri missionari e sacerdoti diocesani, e guide delle comunità rurali e cristiane). Gli alunni che sono diventati maestri, amministratori comunali, sindaci, ambasciatori, infermieri, agenti di promozione sociale, impiegati nell'industria, nei quadri direttivi dell'agricoltura e dell'assistenza sanitaria testimoniano la validità del suo lavoro, spesso nascosto e non apprezzato. Quando era direttore del Centro di formazione dei Catechisti e agenti pastorali (1975-1979), il programma prevedeva lezioni di agricoltura, di igiene, di assistenza sanitaria, e di amministrazione civile. In tutta la sua attività ha sempre considerato la promozione umana come parte integrale dell'annuncio evangelico. Quando ha appoggiato, e tante volte redatto personalmente, progetti di sviluppo sociale, sanitario, ed educativo, per ottenerne i dovuti finanziamenti, ha sempre creduto di essere missionario. In linea anche con il mandato che il suo fondatore, San Daniele Comboni, ha lasciato, ha cercato di incarnarsi nell'ambiente in cui ha lavorato imparandone le lingue (ne conosce cinque), cercando di amare la gente, e insegnando loro a volersi bene e ad essere in pace con tutti. Molte volte è stato coinvolto nell'opera di riconciliazione tra diversi gruppi etnici, soprattutto quando era parroco della cattedrale e vicario generale della diocesi. In tutti ha cercato di vedere delle persone che erano degne di attenzione e di rispetto, senza indulgere però quando necessario verso quegli aspetti lacunosi del vivere umano presenti in ogni società. Ha studiato la cultura di queste popolazioni e ha anche scritto qualcosa su di loro, evidenziandone i valori umani, religiosi, e sociali. Il missionario non dà solamente, ma anche riceve. Lui si considera debitore verso l'Etiopia per essere stato sfidato a cambiare in meglio, ad adattarsi alla situazione di coloro che istruiva, dirigeva, e spronava verso il miglioramento sociale, intellettuale, morale ed anche economico.
I due campi in cui P. Giovanni ha lavorato dopo l’esperienza “polacca” sono stati quelli della formazione dei sacerdoti diocesani (2001-2007) e della promozione umana (dic. 2007 fino ad oggi). Nessuno può negare l’importanza di formare i futuri sacerdoti diocesani, destinati un giorno a sostituire i missionari. La Chiesa con le opere da questa dirette avrà un futuro e si radicherà sempre di più nella realtà del paese attraverso un personale locale ben formato. Ci vorranno anni, ma non c'è da desistere: i frutti verranno. La fiducia nell'Africano è fondamentale, anche se non mancheranno delusioni e fallimenti. Un giorno ci sarà una chiesa autoctona, capace di competere, se si può usare questa parola, con qualunque altra realtà ecclesiale. Salvare l'Africa con l'Africa fu al centro dell'opera di civilizzazione ed evangelizzazione iniziata dal fondatore San Daniele Comboni. P. Giovanni ha trovato tanto conforto nell’assistenza che ha dato ai bambini sieropositivi (HIV). In un’intervista del 2005, rilasciata ad alcuni turisti che visitavano il seminario diocesano e l’orfanotrofio dei bambini, P. Giovanni affermava: “L'assistenza materiale e sanitaria come pure l'educazione intellettuale, viene portata avanti dalle Suore di Madre Teresa. La mia presenza però infonde speranza, sia alle Suore come pure ai bambini, così bisognosi di affetto e di attenzione. Essendo orfani abbiamo l'obbligo di istruirli nella fede cristiana, ma anche educarli a vivere degnamente e attivamente nella società. Non sappiamo fino a quando vivranno, ma la medicina sta facendo passi enormi e non possiamo semplicemente commiserarli, ma operare perchè ricevano tutto quanto un normale bambino s'attende dalla sua famiglia, dalla società e dalla Chiesa. La gioia e la serenità che sprizza dagli occhi di questi bambini potrebbe essere già una ricompensa sufficiente per quanto mi prodigo di fare per loro.”

P. Giovanni scriveva ai Bassanesi in occasione del Natale 2008: “Come segretario diocesano e amministratore finanziario devo occuparmi sia della promozione umana come anche della pastorale, di tutte quelle attività cioè che servono per lo sviluppo completo dell’uomo: corpo, mente e spirito. Fermarsi ad uno solo vuol dire servire l’altro per metà.”

P. Tesfaye Tadesse 
 
 
   
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