|
Il cenacolo di Bassano
Prezioso gioiello della Bassa

di Gian Maria Andrico
Bassano Bresciano (Brescia) -
Bassano sta là, nel mezzo della pianura dove i campi fertili
già declinano, senza fretta, verso il letto del fiume Mella. Un
paese come tanti, che in questi ultimi decenni ha seguito la
“benevola” (dicono) sorte del centro, prima agricolo, che si
industrializza, anche se a livello artigianale. Un borgo in
evoluzione o, meglio, in fase di trasformazione ma senza
impennate.
La cronaca, qualunque essa sia, presa com’è da mille
avvenimenti creduti importanti, non ha certo la voglia
di dedicare tempo e spazio per descrivere un vivere quotidiano
che ancora conserva l’anima. Figuriamoci! Bassano non può, visti
i tempi e le sue “quantità”, competere con realtà grandi,
enormemente più significative che galoppano, all’impazzata,
verso un futuro di fulgido successo economico. Mah! Eppure,
qualche secolo fa, quando il paese della Bassa era più piccolo e
molto più povero, di lui la cronaca e la storia ne parlavano di
più.
A quell’epoca (secoli XV-XVI) si arricchisce di
sontuosi palazzi; vi risiedono stabilmente nobili del
calibro dei Martinengo e dei Luzzago; vi nasce Marco Tarello,
insigne agronomo, amico e collega del Gallo che la storia (forse
a torto) gratificherà di più; ci vivrà un uomo, un beato, morto
in odore di santità: Alessandro Luzzago. Sarà proprio lui, il
venerabile, a voler costruito all’interno del sontuoso palazzo
paterno - ora sede dell'
amministrazione comunale - l’oratorio suo personale, dove
si recava in preghiera, dove chiamava a raccolta tutta la forza
della sua religiosa mestizia.
Il cenacolo è prezioso gioiello d’arte pittorica e di
architettura. Le volte a vela sono ricche d’affreschi a
raffigurare visi di angeli e putti che s’intrecciano con racemi
naturalistici composti da frutti e foglie a ricordare, credo,
quanto fosse fertile e generosa questa terra; a dire, penso,
quanto fosse bello e ospitale questo luogo.
 |